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I dolori del giovane Werther (J.W.Goethe)

By , 16 ottobre, 2010, No Comment

Per amare questo libro bisogna essere folli. Per amare questo libro bisogna essere liberi. Per amare questo libro dobbiamo spegnere il cervello e, mentre apriamo le sue pagine, permettergli di aprire il nostro cuore. La vicenda si svolge in Germania tra il 1771 e il 1772. E’ articolata in due parti. Nella prima, Werther, un giovane borghese deluso dalla società alla quale egli stesso appartiene, si rifugia in campagna, con la sola compagnia del suo amato Omero. Egli adora la natura e sembra quasi che essa lo ricambi; e, in questo paradiso bucolico e teocriteo, Werther conosce Lotte (Charlotte), una fanciulla della quale si innamora perdutamente e alla quale, non riesce, però, a confessarsi. E’ fidanzata, e, cosa forse più disarmante, il suo promesso sposo è un uomo gentile che riesce, addirittura, a divenire amico di Werther. I due hanno personalità profondamente e marcatamente opposte: pacata e saggia quella di Albert, passionale e turbinosa quella di Werther. Egli è irrequieto a causa di questo suo sentimento lacerante, tanto che sceglie di partire, di andarsene in città. E qui si apre la seconda parte del romanzo. La realtà borghese non si addice a Werther: si sente umiliato, aggiogato e decide quindi di ritornare. Ma egli ormai è cambiato e, quasi come se fossero in simbiosi, anche la sua natura: non è più la tranquilla, gentile, amica capace di donargli pace e ristoro; è divenuta violenta, tenebrosa, quasi infausta. Quando si apparta ad “incontrarla”, non ha più sottobraccio Omero, ma il tormentato Ossian.
Lotte e Albert si sono oramai sposati. Werther soffre, impazzisce a causa di un sentimento immenso che, proprio per questo, proprio perchè non condiviso, lo sta distruggendo. Lotte, ad un certo punto, è consapevole di amare Werther, se ne rende conto. Una sera lo abbraccia, lascia che lui la baci, ma poi, forse riferendosi a se stessa, a quella passione che la atterrisce, gli chiede di andarsene. Werther è felice. Werther è disperato. Werther si uccide con le pistole di Albert che Lotte è stata l’ ultima a toccare. Gioia, amore, follia, morte. Tutti fasci di un’ unica scia luminosa, quella dell’ esistenza, di cui Werther è il prisma di rifrazione. Attraverso di lui, passano tutti gli aspetti dell’ essenza umana, che, visti secondo la chiave di lettura della sua personalità ci appaiono, confusi, non delineati, con i confini dell’ uno persi nel nucleo dell’ altro. Si sovrappongono, quasi a divenire un unico, immenso, profondo impulso, terreno ed etereo, talmente grande da dettare legge nelle azioni, nei pensieri, nella vita di ogni fragile, “piccolo” individuo. E fragile è Werther. Fragile ma enorme. Arrogante perchè umile nel suo essere uomo. Folle. Geniale. Il protagonista di un libro, ma il personaggio di una vita.

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